mercoledì 11 dicembre 2013

Diventare Magnetici


Un esercizio decisamente efficace nel creare magnetismo è questo:
si tratta di resistere a ogni desiderio di approvazione. Tutte le volte che vorremmo dire o fare qualcosa che potrebbe metterci in buona luce con amici, parenti, conoscenti o sconosciuti, dobbiamo trattenerci. Dobbiamo astenerci dal soddisfare il nostro desiderio di sentirci intelligenti, bravi, svegli, capaci… agli occhi degli altri. Se si presenta l’occasione di dire una frase che ci farà apparire come intelligenti, colti, svegli, informati o spiritualmente profondi… agli occhi dei circostanti, noi non la diremo e tratterremo al nostro interno questo impellente desiderio della personalità.
Talvolta il desiderio può essere anche molto forte, irresistibile, ma questo significa che la Forza a nostra disposizione è davvero enorme, quindi un motivo in più per non sprecarla disperdendola all’esterno. Questa Forza trattenuta all’interno cresce, si accumula e ci trasforma, perché contribuisce a fabbricare alchemicamente i nostri corpi sottili, e a donarci un grande potere attrattivo.
Tutte le volte che non cediamo al desiderio di essere approvati, di apparire originali, furbi o spiritosi di fronte agli altri, allora staremo accumulando un’indicibile Forza dentro di noi. Ciò che non viene espulso diventa come una calamita che attira l’attenzione dall’esterno. Anche trattenere un segreto o una notizia originale che conosciamo solo noi raggiunge lo stesso scopo. Più ci costa fatica non parlarne per far vedere quanto siamo informati, più Forza stiamo immagazzinando al nostro interno. Questa Forza viene utilizzata per fabbricare i corpi sottili. Cedere al desiderio di consenso ci “scarica” e ci indebolisce, mentre resistere a questo desiderio ci “carica”, ci rafforza e ci rende persone molto particolari, in quanto tutti gli altri non vedono l’ora di mostrare ciò di cui sono capaci per mendicare un po’ di approvazione dall’esterno. Paradossalmente, più vogliamo metterci in mostra per essere accettati e ricevere l’approvazione della nostra compagnia di amici, della nostra famiglia, dei colleghi di lavoro o di una persona che vorremo conquistare… meno ci riusciamo, perché proprio attraverso questo tentativo di essere accettati perdiamo magnetismo. Al contrario, resistere all’impulso di voler essere accettati e considerati intelligenti dall’ambiente, fa sì che guadagniamo in magnetismo personale. Fate buon uso di questo potente esercizio.

5 “dannati” motivi per essere ottimisti


5 “dannati” motivi per essere ottimisti

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5Si può essere Ottimiste e Realiste.
-essere solo realisti non è possibile se non limitando la nostra visione della vita al presente più immediato e diventando le classiche persone che vivono alla giornata, senza progetti e senza ideali.
-essere solo ottimisti  (senza realismo) significa invece essere ingenui e illusi, vivendo proiettati in un futuro che speriamo migliore ma senza fare nulla per realizzarlo.
Purtroppo la maggior parte delle persone sono dei Realisti Pessimisti, perchè vedono i problemi del presente (questo andrebbe anche bene) ma poi non hanno fiducia di poterli risolvere con le loro forze nel futuro.
Per questo dopo tanti anni che mi impegno a divulgare in ogni modo questo atteggiamento mentale, sento ancora l’esigenza di far capire PERCHE’  tutti dovrebbero seguire un Training sull’Ottimismo Realistico.
Oggi ci provo elencando 5 motivi per cui vale la pena imparare l’Ottimismo Realistico e li ho chiamati “dannati motivi” perchè sono “dannatamente importanti” :-)
Motivo n.1
Se non sei Ottimista Realista, rischi di vivere la vita senza una prospettiva di miglioramento e ogni cosa che fai potrebbe sembrarti più difficile di quello che è, non perché tu non abbia le capacità di affrontarla, ma solamente perchè senza una prospettiva avvincente e motivante tutto risulta meno sensato e percepiamo più gli aspetti negativi che quelli positivi.
Essere ottimisti e realisti significa saper guardare al presente in modo oggettivo, senza nascondere i lati negativi e le mancanze ma anche valorizzando i lati positivi e le opportunità… ma soprattutto significa guardare al futuro come ad un tempo in cui i nostri sforzi saranno premiati.
Motivo n.2
Il mondo è in continuo cambiamento; lo è sempre stato e sempre lo sarà! Tuttavia al giorno d’oggi il ritmo del cambiamento è accelerato e nel giro di pochi anni le situazioni sono evolute così tanto che facciamo fatica a restare aggiornati. Il mondo del lavoro poi si sta rivoluzionando e senza un profondo ma realistico ottimismo, rischiamo di restare attaccati al passato, cercando modalità di lavoro che sono sempre più rare e introvabili.
Essere ottimisti e realisti rispetto al mondo del lavoro significa saper creare nuovi modi di guadagnare e sviluppare quello che chiamo “ottimismo professionale” che riguarda sia il lavoro in quanto tale che l’aspetto finanziario che ne deriva.
Motivo n.3
La maggior parte della nostra vita ruota attorno ai rapporti e tutte le migliori o peggiori emozioni sono di natura “sociale”, perchè la pace o il conflitto, la gioia o la tristezza la vittoria e la sconfitta… sono emozioni che riguardano il rapporto con gli altri. Senza una profondo ma realistico “ottimismo relazionale” purtroppo è facile che la nostra vita si riempia di conflitti e incomprensioni che vanno dal banale malinteso fino alle “guerre” tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e per finire con quelle tra nemici/amici.
Sviluppare Ottimismo Relazionale significa vivere meglio, significa capire che nessuno può essere pienamente felice e realizzato senza avere rapporti armoniosi, che non significa azzerare i “litigi o le incomprensioni” ma significa saper trovare un punto di equilibrio con gli altri esercitando la nostra capacità di influenzare positivamente le persone accanto a noi.
Motivo n.4
Tantissime ricerche scientifiche e assolutamente documentate dimostrano che la nostra salute e benessere fisico sono legate a doppio filo con l’atteggiamento psicologico e che uno stile di vita mentale ottimista ha effetti positivi su tutto il sistema immunitario e sulla vitalità a 360°. E’ dimostrato che i processi di guarigione sono accelerati o frenati dalla fiducia nella guarigione stessa oltre che dalla qualità delle terapie e che a parità di prescrizioni mediche il fattore che fa la differenza è proprio quello psicologico.
Avere una sorta di “ottimismo fisiologico” significa favorire quei processi di autoregolazione endocrina e persino di “auto-guarigione” che sono stati scientificamente rilevati in moltissimi casi e che non si spiegano solo su un piano medico. Non è che l’ottimista non si ammala… ma è che qualora sia tecnicamente possibile, guarisce prima e con meno fatica!
Motivo n.5
Le emozioni, la percezione del futuro e la realizzazione professionale sono tutti aspetti mentali che hanno ricadute concrete sulla nostra vita materiale… ma essere ottimisti e realisti significa anche coltivare una sorta di “rapporto speciale con il mondo” e saperlo vedere ed esplorare con uno sguardo speciale! Il mondo dell’Ottimista Realista è fatto di una infinità di cose nuove e affascinanti, occasioni per ridere, giocare, esplorare luoghi e culture diverse e strane o persino “misteriose”.
Chi vive con ottimismo apprezza il “mistero della vita” e sa continuamente vivere una dimensione avventurosa di continua scoperta, una dimensione che non è completamente guidata dalla razionalità ma bensì dalla passione e dalla voglia di scoprire cose apparentemente illogiche ma che tengono viva la nostra curiosità per il mistero e con essa la nostra vitalità infantile a prescindere dall’età biologica.

lunedì 9 dicembre 2013

Il corpo parla: e tu, lo sai ascoltare?


Se vuoi sedurre, educare, vendere, influenzare ed in genere migliorare radicalmente la qualità di tutte le tue relazioni affettive e professionali, HAI BISOGNO di comprendere ed usare al meglio il linguaggio del corpo.

      In effetti, saper interpretare il significato di gesti, posture, sguardi ed altri segnali non-verbali e saperli utilizzare efficacemente nelle diverse occasioni sociali costituisce *IL* principale fattore di successo nello stabilire relazioni di qualità, sia a livello personale, sia a livello professionale.

      E questo è provato da tutte le ricerche più importanti condotte fin dagli anni '60 sul tema della comunicazione interpersonale.



Lo sapevi che, secondo Albert Meherabian, esperto di linguaggio non verbale, il 93% dell’impressione
che susciti sugli altri viene dal
linguaggio del corpo?



      Quindi, quasi la totalità dell’ impressione che gli altri si fanno di te deriva in pratica dal linguaggio del corpo. Pensa solo questo: nel primo minuto di interazione con un'altra persona il tuo corpo può emettere fino a 10.000 messaggi…

      Saper “decifrare” il linguaggio del corpo ti permette di comprendere ciò che gli altri veramente pensano: è come se fossi dotato di un paio di occhiali speciali che ti permettono di “leggere la mente degli altri”Comprendi a fondo le loro esigenze, soddisfale e sarai ben ripagato per questo con amore, rispetto, ammirazione, riconoscimento, fama, maggiori guadagni economici ecc…
      Comprendere il linguaggio del corpo però è solo un risvolto della medaglia: se scopri anche come usarlo al meglio potrai evitare tutta una serie di incomprensioni ed “interferenze” comunicative che minano il tuo rapporto con gli altri.
      Molte persone, infatti, non si rendono conto del fatto che la loro comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie dimessaggi non verbali negativi che inviano inconsapevolmente.
      Ma se conosci esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano negli altri fiducia e rispetto e ti permettono di influenzarli, puoi evitare questo auto-sabotaggio, e trasmettere invece dei messaggi non-verbali positivi.

      Il linguaggio del corpo comunica molto di più (e meglio) delle parole che usi. Il minimo gesto, per esempio come stai in piedi o entri in una stanza, può rivelare moltissimo sul tuo livello di sicurezza in te stesso, autostima e credibilità.

      Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono: 

·  Contatto visivo adeguato.
·  Corretta posizione del corpo.

·  Sorridere ed annuire.
·  La postura adeguata.

·  Il rispecchiamento – questa è una tecnica indispensabile che consiste in pratica nell'imitare i movimenti degli altri, permettendoti di sintonizzarti sulla loro stessa “lunghezza d'onda”, senza che se ne rendano conto.

·  Il modo di muoverti – e non muoverti – quando entri in una stanza piena di gente, per produrre su di loro il massimo impatto.

·  Un efficace battito delle palpebre.

·  Come stai in piedi, ecc…




domenica 8 dicembre 2013

I 5 grandi segreti per vendere



73Spesso sento dire che oggi “non si vende più” , che la gente non ha soldi da spendere e che i mercati sono fermi.

Di certo non è uno dei momenti migliori da un punto di vista economico e finanziario ma non possiamo dire che non si vende più.

Oggi è più difficile vendere per via di una concorrenza crescente, per la maggior sensibilità al prezzo ma anche perchè i consumatori sono più attenti, più informati e più difficili da influenzare.

Oggi bisogna sempre lavorare per dare “maggiore valore aggiunto REALE” ai propri clienti.

La gente non compra prodotti o servizi ma ciò che quei prodotti o servizi possono fare per loro.

Oggi propongo questo articolo davvero molto interessante sui 5 grandi segreti per vendere.

Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che potrai imparare in Tecniche di Vendita

Ecco, di seguito i 5 segreti………..

1) Il cliente “compra” prima voi e dopo i vostri prodotti
Prima di tutto ci si vende, la gente prima di acquistare il vostro prodotto o servizio, deve comprare voi. Cosa si dice, come lo si dice, come ci si presenta e soprattutto come ci si sente. Vedere significa anche far sentire il cliente importante, sicuro e rilassato.
Per questo è necessario investire su se stessi. L’aspetto conta molto nel mondo delle vendite, perché voi inizierete a vendere ancor prima di aprire la bocca. E successivamente, parlando con il cliente continuerete a vendere la vostra immagine.
Siate chiari quando parlate, se parlate in modo semplice, chiaro e sicuro darete l’immagine di un professionista.
Non parlate al cliente, ma conversate con lui. Non lasciatevi andare in lunghi monologhi, cercate il dialogo.
Fate la vostra presentazione, ma il protagonista della vostra storia dovrà essere sempre il cliente, non voi o la vostra vendita.

2) Saper ascoltare attivamente è la caratteristica vincente dei venditori di successo
L’ascolto è una delle cose che molte persone cercano, anche inconsapevolmente, molti cercano qualcuno pronto ad ascoltare ed a farlo sentire importante.
Prima di parlare aspetta un secondo, un secondo è poco, ma indica alla persona con cui stai parlando che hai prestato attenzione a quello che ha detto.
Ascoltate le parole, ma usate i vostri occhi. Notate il linguaggio del corpo di chi sta parlando, qual è il suo atteggiamento? È rilassato, ansioso, sicuro?
Guardate il vostro interlocutore negli occhi. Dovete cercare di stabilire un rapport con il cliente. Tuttavia, non potete farlo se mentre lui vi parla voi guardate il monitor di un computer o qualcos’altro. È necessario guardare negli occhi chi vi parla.

3) Evitare di “parlarsi addosso”
Per fare una buona presentazione di un prodotto sarà necessario scrivere un discorso completo, poi tagliare a metà la presentazione lasciando solo la parte più “forte”. Solitamente si dicono molte cose non necessarie che al cliente non interessano e spesso lo annoiano. Affermare i fatti e mettere sempre il cliente al centro della presentazione. Non parlate più del necessario!
Attenti alle battute, se le fate, fatele su voi stessi. In questo modo eviterete di offendere qualcuno e contribuirete a stabilire una connessione con il cliente.
Se nella vostra presentazione utilizzate PowerPoint assicuratevi che le slides che visualizzerete siano appropriate alla presentazione di vendita. Se raccontate una storia o volete emozionare il cliente con l’immaginazione evitate di visualizzare slides con numeri razionali, grafici e percentuali.

4) La vendita è emozione
Oggi il cliente ha sostituito i bisogni primari di cibo, riparo e vestiti con due grandi desideri: sentirsi apprezzato e rispettato. In altre parole, sentirsi importante. Questa è la chiave della vendita.
Comincia dal nome. Dovrete prestare molta attenzione al nome del cliente. Scriverlo in modo sbagliato o peggio chiamarlo con un altro nome, dimostrerete che non gli date importanza. È proprio il nome di ciascuno di noi, se usato correttamente, una delle espressioni più utili nella vendita.
Andare al cuore della questione. Ricordate, la gente compra la certezza di non dover preoccuparsi dell’acquisto, la certezza che quello che compra gli offre qualcosa che lo farà star meglio e non gli dia problemi. In altre parole la gente compra il comfort. Quello che dovrete vendere è il comfort.
Durante la conversazione, lodate gli altri, lodate il vostro cliente, ma mai voi stessi o il vostro prodotto. Durante la trattativa il cliente pensa solo a se stesso, a cosa significa l’acquisto per lui, a come lo farà stare quell’oggetto, quali benefici gli darà.
Durante la trattativa, utilizzate sempre le buone maniere: “grazie”, “nome del cliente”, e “saluto ai familiari” sono le migliori armi per avviare o per concludere una trattativa.

5) Farlo sentire importante
Buona regola del business è “se non si arriva 5 minuti prima, si è già in ritardo”. Puntualità è dire al cliente “tu sei importante per me”, la puntualità dimostra che siete affidabili e prevedibili. Se i vostri clienti si fideranno di voi, aumenterà il valore percepito dei vostri prodotti.
Essere metodici in termini di orari, abitudini e comportamenti. La gente deve sapere con chi sta trattando. Evitate di essere lunatici e cercate di evitare gli sbalzi di umore. Questo aumenta la sensazione di sicurezza e comfort percepita dal cliente.
Fornire aiuto ed assistenza ai venditori che collaborano con la vostra attività. Se avete del personale di vendita o dei collaboratori, interessatevi di loro. Aiutateli quando vi è possibile e coinvolgeteli direttamente nell’attività. Tutto ciò si rifletterà positivamente sulla vostra attività e sui vostri clienti. Un venditore che ha a cuore l’attività lavora meglio.

Certo per alcune persone adottare queste semplici “misure” necessarie per vendere, può essere scomodo, ma vi assicuro che è l’unico modo per far crescere il business e per andare avanti nella vita.

Il Marketing di te stesso: ovvero come promuoversi nei microcontesti



promuovere se stessi

Il Personal Branding, coniato dall’americano Tom Peters, è l’arte di costruire la propria marca personale, in sostanza il modo con cui fai marketing di te stesso.
Il tuo marchio è quello che le persone dicono di te nella vita professionale e privata, e svilupparlo significa influenzarle positivamente nei confronti della tua immagine e della tua attività.
Fino a pochi anni fa, pensare di associare una persona al suo brand poteva sembrare strano o poco etico; in realtà ognuno di noi è di fatto unmarchio, diverso da tutti gli altri ma che, per emergere, ha bisogno di distinguersi. Ognuno di noi, cerca ogni giorno di promuovere la propria immagine e il proprio nome.

Per essere convincente e lasciare un segno, devi innanzitutto trovare e definire in modo chiaro la tua identità, per riuscirci devi porti una serie di domande a cui consiglio di rispondere scrivendo le risposte.
Prendi carta e penna (Molto più efficace di una tastiera) e rispondi alle seguenti domande:
  1. Cosa mi rende unico? Quale parola sceglierei per rappresentare la mia personalità?
  2. Cosa mi piace? Cosa mi appassiona?
  3. Che cosa so fare bene?
  4. Quali strumenti uso oggi per fare conoscere la mia competenza o la mia passione?
  5. Chiedi agli amici quale è la prima caratteristica che associano a te? E a quale competenza?
Una volta definite le tue caratteristiche, inizia a promuoverti.
Inizia a farlo dal tuo ambiente, il luogo di lavoro o i microcontesti di cui fai parte (la parrocchia, la palestra, la squadra di calcetto, …), cercando di modificare la tua immagine e i tuoi atteggiamenti in modo che creino negli altri la percezione di te stesso che desideri tu.

Fai in modo che si inizi a creare un passaparola positivo riguardo a te: la cura personale e del vestiario, l’ordine e la puntualità sono doti universalmente apprezzate, ma non scontate!

Individua quindi la tua rete sociale, cioè l’insieme dei familiari, colleghi, clienti e amici, e impara a coltivare e ampliare le tue relazioni. Con lo sviluppo ormai assodato di Internet, il social networking -  ossia la pratica di curare e ampliare la propria rete di contatti – ci permette di conoscere nuove persone e di creare o aggregarci a nuove comunità.
Non esiste un brand senza il suo pubblico: innanzitutto ogni strategia di branding è legata alle emozioni, quindi noi per primi:
… dobbiamo comunicare a chi ci piace e ci fa stare bene
… dobbiamo enfatizzare nel nostro marchio le caratteristiche che ci rendono simili al nostro pubblico di riferimento
… dobbiamo conoscere il nostro pubblico, i luoghi fisici e virtuali che frequenta
… dobbiamo studiare un approccio grafico che li colpisca e attiri la loro attenzione
… dobbiamo costantemente cercare nuovi clienti e nuovi utenti.

Ti ricordo inoltre che l’85% degli stimoli che arrivano al nostro cervello passano attraverso il canale visivo per cui, che ti piaccia o no, anche l’abito fa il monaco.

Questo non vuol dire che necessariamente devi indossare abiti firmati, ma l’insieme della tua immagine deve trasmettere un messaggio coerente con il tipo di persona che vuoi essere.

La percezione che gli altri hanno di te influenzerà in maniera determinante il tipo di considerazione che avranno nei tuoi confronti.

giovedì 14 novembre 2013

La Legge del Karma

In ragione dell'esistenza di questa legge, la "Legge del Karma", non è più necessario l'intervento diretto del Divino per giudicare, per ricompensare, per punire o per premiare. Il funzionamento perpetuo della Legge della Causa e dell'Effetto assicura l'equità e l'equilibrio dell'intero Universo. Solo il nostro modo limitato e parziale di giudicare, in sostanza non corretto, ci induce a credere che esista l'ingiustizia, la falsità, principalmente a causa della nostra visione del tempo, che consideriamo in maniera frammentaria e non come un continuum.
Guardiamo soltanto la nostra attuale vita, non comprendendo che è soltanto un frammento della nostra intera esistenza.
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Al fine di comprendere più in profondità ciò che accade nella nostra vita è importante non escludere la possibilità che la nostra vita non inizi al momento della nascita in questo mondo fisico e che non si concluda con la morte fisica. Prima di questa esistenza ne abbiamo avute altre, nelle quali abbiamo messo i semi dei frutti che raccogliamo nella presente. Se i semi sono stati positivi, godremo dei loro frutti; se, invece, i semi sono stati negativi, sopporteremo le conseguenze delle nostre parole, dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Come avviene in agricoltura, se seminiamo erba cattiva non possiamo attenderci la crescita di fiori; ugualmente, se i semi posti dai nostri pensieri, parole ed azioni sono malvagi non potremo raccogliere i frutti dell'amore, dell'armonia, della comprensione e della salute.

Ogni evento che si realizza nella nostra vita ha una causa derivante dal passato.
Attraverso i nostri pensieri e le nostre attività influenziamo in maniera permanente l'ambiente che ci circonda; se siamo permanentemente "negativi", "nocivi" nei confronti di ciò che ci è vicino, di conseguenza anche il nostro ambiente si mostrerà ugualmente negativo verso di noi. E' molto importante comprendere che nutrendo pensieri e sentimenti negativi non perturbiamo soltanto il nostro essere a tutti i livelli, ma infettiamo con le nostre energie negative ciò che ci è intorno. Se fossimo in grado di capire che queste conseguenze negative ricadranno presto o tardi su di noi, saremmo allora molto più attenti.
Gli errori che abbiamo commesso con i nostri pensieri e le nostre azioni, generando dolore e sofferenza al nostro prossimo, li espieremo prima o poi attraverso i nostri dolori, sofferenze, malattie. Giungendo a comprendere questo, diverremo coscienti che noi stessi siamo gli artefici delle nostre felicità o, al contrario, delle nostre sofferenze ed infelicità; che noi, insomma, siamo gli artefici del nostro destino. Nel passato abbiamo "costruito" il presente, cioè abbiamo seminato ciò che raccogliamo ora; nel presente stiamo costruendo il nostro futuro, piantando i semi dei frutti futuri. L'unica possibilità di riuscire ad evitare questo determinismo stretto consiste nel realizzare tutte le azioni con coscienza e con un totale distacco riguardo ai loro frutti.
Vi sono semi piantati in questa esistenza i cui frutti possiamo già raccogliere, più presto o più tardi, come pure vi sono semi che piantati durante questa esistenza, non daranno frutti, negativi o positivi, che si vedranno soltanto nell'esistenza futura. In questo modo si spiegano le malattie genetiche, le malformazioni ereditarie, le patologie infantili, come anche le capacità straordinarie e la genialità precoce.
San Paolo diceva: " ...Non potete ingannare Dio, perché accade sempre che ciò che l'uomo ha seminato, più tardi raccoglierà" (Lettera ai Galatei, cap. VI).
Inoltre Gesù diceva: "Chi semina vento, raccoglie tempesta"; "all'azione segue la ricompensa"; "come prepari il letto, così dormi", ci insegna la saggezza popolare.
Dobbiamo considerare tutte le esperienze come prove che ci mettono faccia a faccia con i nostri errori, dai quali possiamo imparare. Come già detto, i pensieri, le parole, i sentimenti e le azioni ricadono sul loro autore come un boomerang.
Non dimentichiamo che non siamo "puniti" a causa delle nostre azioni, ma dalle nostre azioni.
Per esempio: un uomo che uccide sarà a sua volta ucciso in questa esistenza o nella prossima. Diceva Gesù: "Chi di spada ferisce, di spada perisce" (Matteo, 26, 52).
A causa della sua azione l'uomo determina un debito verso sé stesso. Se non comprendiamo questo, continueremo di vita in vita a uccidere e ad essere uccisi.
Comprendendo la legge del karma realizziamo che non esistono la fortuna e la sfortuna, ma che siamo artefici delle nostre vite, del nostro stato di bene e di salute o, al contrario, dei nostri stati di sofferenza e di malattia. Ci accorgiamo che non esiste la "casualità" o l'"accidentalità", perché ogni cosa che ci accade è strettamente collegata ad una causa preesistente, che viene dal passato e che al momento opportuno manifesta i propri effetti nel presente.
Poiché la nostra ignoranza o incoscienza ci nasconde, il più delle volte, il passato (cioè le nostre esistenze anteriori) allo stesso modo in cui ignoriamo il futuro, a noi sembra che tutto ciò che ci accade provenga dal nulla, come se tutto, senza eccezione, fosse una manifestazione puramente accidentale.
Nulla avviene per caso: esiste uno stretto rapporto tra gli eventi e le conseguenze. Tutti i pensieri provengono dalla mente, tutte le azioni sono le conseguenze dei nostri pensieri, ogni pensiero ed ogni azione è un anello della catena composta da causa ed effetto.
Il segreto contenuto nelle Leggi Universali Divine è la necessità che il pensiero si orienti verso la ricerca della realizzazione della felicità, la quale è la rappresentazione emozionale dell'evoluzione spirituale.
Il Karma (relazione tra causa ed effetto) può essere classificato in tre categorie. Questo sono chiamate sanchita, prarabdha e kriyamana.
Sanchita ("raccolto") karma è la somma degli effetti provocati dalle nostre azioni passate, coscienti o incoscienti, e si colloca nel nostro corpo causale.
Prarabdha ("in movimento") karma è quella parte (sic!) di sanchita karma che è sperimentata durante l'intera vita presente ed è costituita dai frutti che sono già stati raccolti e sono pronti ad essere consumati. Sanchita e prarabdha rappresentano il destino o la sorte.
Tuttavia, il destino e la sorte sono veramente inevitabili soltanto nella misura in cui non sono modificati dal kriyamana karma. Alcuni autori equiparano non correttamente il karma al destino. La condizione umana è sempre determinata dall'interazione dinamica tra il destino e il libero arbitrio. Nessuno è guidato soltanto dal destino e nessuno ha una vita interamente governabile con il libero arbitrio. Kriyamana karma rappresenta il karma del presente, prodotto dalle azioni in corso (i cui effetti si determinano nel futuro).
Kriyamana karma è il karma prodotto dall'incontro tra la volontà e la capacità di creazione. L'uomo non può distruggere il passato, ma non può permettersi di essere interamente controllato da esso dal momento che può modificare il futuro per mezzo delle azioni che compie nel presente.
Questi tre tipi di karma possono presentarsi in due modi: arabdha che significa "già iniziato", e anarbdha ("addormentato") che non è ancora incominciato.
Un paragone utilizzato nei trattati orientali, legato a questa classificazione del karma, si riferisce alla raccolta del riso. Secondo questa similitudine sanchita karma costituisce l'intero raccolto del riso, già depositato nel granaio. Parabdha karma, invece, corrisponde alla quantità di riso estratta dal granaio e portata in cucina per essere cotta e quindi mangiata in questa vita. Kriyamana karma è il riso che oggi sarà piantato per il prossimo raccolto. Riprendendo il concetto di relazione dinamica tra destino (sanchita e parabdha) e libero arbitrio possiamo adesso comprendere perché lo sforzo che compiamo verso kriyamana karma per modificare il destino dipende dalla forza del karma (parabdha karma) in questa esistenza.
Tradizionalmente si distingue l'intensità di parabdha karma in tre gradi:

Dridha ("stabile") è il karma che è così intenso da non poter essere modificato;

Dridha-adridha ("stabile/flessibile") è il karma che può essere modificato da chi utilizzi la volontà creativa;
Adridha ("flessibile") è il karma che è facile da modificare e con il quale è possibile fare, più o meno, ciò che si vuole.

La vita può essere paragonata ad una nuotata per attraversare un fiume, che rappresenta il parabdha karma di ciascuno. Se la velocità della corrente è di intensità stabile (dridha), è quasi sicuro che la corrente sarà più forte del nuotatore e lo porterà verso valle, anche se si tratta di un nuotatore esperto. Se la forza del nuotatore è pari alla forza della corrente, si determinerà una situazione di tipo dridha-adridha e, probabilmente, riuscirà ad attraversare il fiume con l'uso di tutte le sue energie. Quando la corrente del fiume è debole, l'intensità del karma è adridha, è quindi poco probabile che un nuotatore, anche non particolarmente esperto, possa avere delle difficoltà.
Il libero arbitrio opera qui, come in tutte le altre situazioni simili: quando e dove dobbiamo entrare nel fiume, quanto rapidamente e quanto forte dobbiamo nuotare, etc. Ogni applicazione del libero arbitrio influenza il nostro destino. Per esempio, se si nuota velocemente o con molta energia le forze si esauriscono prima e ci si può trovare in un momento cruciale in cui non si hanno più risorse per poter influenzare positivamente il destino.
Questi differenti gradi di intensità del karma si applicano in ogni contesto della nostra esistenza.
Probabilmente l'aspetto più importante collegato al karma è la presa di coscienza: quanto più si è coscienti, tanto più si è efficienti come esseri umani. Più un essere umano è cosciente, più il grado di armonizzazione della sua vita è maggiore.
Non dovremmo dimenticare che l'uomo genera il proprio karma, creando per mezzo dei suoi pensieri e delle sue aspirazioni predominanti le sue capacità o i suoi limiti. Per mezzo dei suoi pensieri, delle sue azioni, delle sue intenzioni e dei suoi orientamenti, l'uomo è capace di espandere all'infinito i propri limiti o, al contrario, può restringerli al massimo.
Attraverso i pensieri e le azioni l'uomo ha creato le catene che lo legano ma, grazie ad un modo corretto di pensare e di agire, scegliendo il bene e ciò che lo eleva, l'uomo è in grado di spezzarle.
Come dicono i saggi, siamo i beneficiari delle nostre stesse scelte, le quali ci definiscono.
In funzione del nostro modo di pensare, di parlare e di agire provochiamo nel nostro organismo reazioni, collegate al nostro stato di salute, che prima o dopo dovremo sopportare.

mercoledì 6 novembre 2013

SUCCO DI NONI PURO DALLA POLINESIA

Tutti noi vogliamo stare bene e conosciamo gente che vuole stare bene....
Cercavo da anni un prodotto naturale che mi apportasse la giusta nutrizione...ho incontrato questo straordinario prodotto...l'ho provato e lo sto consigliando con risultati stupefacenti.
Volevo farvi partecipe di questo grande risultato che ho ottenuto con il Noni per il mio benessere e senza volerlo anche economico.

Da migliaia di anni gli abitanti della Polinesia godono dei benefici salutari del frutto noni...naturalmente ricco di vitamine, minerali, enzimi, antiossidanti, fitonutrienti e bioflavonoidi.
Il NONI agisce a livello cellulare nel corpo migliorando la funzione
naturale del sistema immunitario.


Grazie a questa Azienda è possibile avere il NONI di TAHITI (ritenuto il migliore) al prezzo più basso del mercato Europeo e sopratutto 100%.

E' dunque il prodotto ideale per chi preferisce apprezzare il Noni puro
senza alcuna aggiunta. A garantirne l'eccezionale qualità il marchio USDA (US Department of Agricolture)

Inoltre diventando cliente privilegiato gratuitamente avrete uno sconto del 25% a vita subito e aumentarlo di un 12% nel tempo e molti supporti completamente gratuiti.

Spero di averVi fatta cosa gradita nel portarVi a conoscenza di questo straordinario prodotto e sopratutto di conoscere una Qualità garantita (USDA) con il prezzo più basso.

venerdì 16 agosto 2013

SE CONTINUERAI A FARE SEMPRE LE STESSE COSE, OTTERRAI SEMPRE GLI STESSI RISULTATI.

http://oropertutti.spazioblog.it

lunedì 12 agosto 2013

COME TU PENSI COSI’ DIVENTI

Quello che è importante rendersi conto che tutto ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi, tutti i pensieri che creaimo nella nostra mente non sono altro che la nostra proeizione interna.
Un oggetto fuori di noi viene riflesso e proiettato all’interno del nostro schermo mentale.
Un pensiero, ad esempio un bel ricordo di un posto meraviglioso, viene raccolto dalla nostra memoria e proiettato sempre nel nostro schermo mentale.
Così noi viviamo la realtà esterna e quella interna riflessa nella nostra mente.
Se pensiamo ad un rosa, la immaginiamo nei suoi colori, nella sua forma, con il suo odore, una parte della nostra mente diventa quella rosa… se di fronte a noi c’è una rosa, la percepiamo dall’esterno, di nuovo una parte della nostra mente diventa la rosa che è fuori di noi con i suoi colori, la sua forma il suo odore…

La nostra vità è dunque caratterizzata dalle percezioni esterne e allo stesso tempo dai pensieri che facciamo internamente.

Se crediamo che la vita sia difficile, che le persone non meritano fiducia.. questi pensieri colorano la nostra mente e condizionano la nostra esperienza.
Le nostre credenze e convinzioni, i nostri condizionamenti sono il risultato di una legge, la legge del KARMA (di cui parlerò successivamente).
Ma il passato è passato…
ciò che possiamo fare è cominciare ora a colorare la nostra mente in modo positivo… e questo più spesso lo facciamo e meglio è ("più che puoi!" ..).

Coltiviamo dunque valori di fiducia, di speranza, di amore disinteressato, e così diveteremo fiduciosi, pieni di speranza e amanti della vita.

Cominciate a provare… e vedrete che comincerete a trasformarvi nella direzione voluta.

Se volete uno strumento semplice e pratico cominciate a ripetere ogni tanto il MANTRA:
BABA NAM KEVALAM … pensando "Tutto, ogni cosa, è espressione di un Amore Incondizionato"
se vi sentite canticchiatelo… fatene una melodia, quella che più vi ispira…
e delle piccole e inaspettate meraviglie della vita cominceranno a manifestarsi.

Farete piccoli passi verso l’unione, verso lo Yoga.